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Testaccio
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mwewTestaccio è il ventesimo mwfarione di Roma, indicato con mwfqR. XX.
Contents
• Storia
• Stemma
• Fontane
• Altro
• Cultura
• Musei
• Teatri
• Cinema
• Odonimia
• Note
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Etimologia
Il nome deriva dal cosiddetto mwgqmonte Testaccio (mwggmons Testaceus), una collina artificiale alta 35 metri formata dai cocci (mwgwtestae, in latino) e mwhadetriti vari, accumulatisi nei secoli come residuo dei trasporti che facevano capo al vicino mwhqporto di Ripa grande (mwhgmwhwEmporium).
Il toponimo indica anche la mwiqzona urbanistica mwig1D del mwiwMunicipio Roma I di mwjaRoma Capitale.
Geografia fisica
Territorio
Si trova sulla riva est (sinistra) del fiume mwkaTevere.
Il rione confina:
• a sud con il quartiere Q. X mwlwOstiense
• a ovest con i quartieri Q. XI mwmqPortuense e Q. XII mwmgGianicolense
La zona urbanistica confina:
• a est con la zona urbanistica 1C mwngAventino
• a sud con la zona urbanistica 11A mwoaOstiense
• a ovest con la zona urbanistica 16D mwogGianicolense
Storia
L'emporio romano
Il mwpgporto dell'Emporio funzionava fin dall'mwpwepoca romana, ed era il punto d'approdo delle merci e delle materie prime (prioritariamente marmi, grano, vino) che, arrivate via mare dal porto di mwqaOstia, risalivano il mwqqTevere su chiatte rimorchiate dai mwqgbufali che nel mwqw1842 vennero sostituiti con rimorchi a vapore.
Nei secoli i cocci delle mwrqanfore, che servivano a contenere grano e alimenti liquidi durante il trasporto, mwrgsi accumularono a montagnola: da qui il nome - antico - di mwrwmonte Testaccio o mwsaMonte dei cocci, e la scelta - moderna - dell'anfora come simbolo del rione. Il numero delle anfore accatastate si stima attorno ai 25 milioni. Le anfore vuote che avevano contenuto soprattutto olio venivano rotte in cocci poi disposti ordinatamente per dare stabilità in piramide a gradoni e cosparsi di calce per evitare gli odori dovuti alla decomposizione dei residui organici.
Nei secoli XIII e XIV vi si teneva un palio da cui l'altra denominazione di Mons de Palio.
I mwswmarmi, che diedero il nome alla via Marmorata che mette in comunicazione il porto di Ripa con la mwtaPorta San Paolo, erano quelli che i romani continuarono ad importare da tutto il mwtqmar Mediterraneo via mare fino alla fine dell'mwtgImpero, e che nella decadenza di Roma rimasero inutilizzati in grandi quantità, mwtwres nullius, per secoli cava a cielo aperto di semilavorati di valore.
Il Testaccio moderno
Fino alla bonifica e alla riorganizzazione urbana iniziata dopo il mwwa1870, che destinò questo territorio e quello lungo la mwwqvia Ostiense fino alla mwwgbasilica di San Paolo ad attività industriali e di servizi "pesanti" (ferrovie, mwwwmattatoio, mercati generali, fabbrica del gas qui trasferita dal mwxaCirco Massimo) la zona, che pure era dentro le mura, era popolata da contadini poveri e pastori, soggetta alle alluvioni del mwxqTevere e infestata dalla mwxgmalaria, che cominciava alle porte di Roma.
Testaccio è un esempio tipico di urbanizzazione industriale, nata come insediamento abitativo, separato e prossimo, connesso a luoghi di produzione: il rione entro le mura nacque, in effetti, come propaggine residenziale destinata agli operai addetti alle attività che si vennero insediando lungo la via Ostiense dalla fine dell'mwzgOttocento. Da questo punto di vista è un esempio unico, a Roma, di urbanizzazione programmata.
Già il primo mwbgpiano regolatore di Roma capitale, nel mwbw1873, prevedeva che l'espansione industriale della città dovesse avvenire nella zona Ostiense: favorivano questa scelta il territorio pianeggiante e la presenza di varie vie di comunicazione - la via Ostiense appunto, il fiume con il porto di Ripa, e la ferrovia.
Il rione, in quanto entità amministrativa, è di istituzione abbastanza recente: fu scorporato nel mwcq1921 dal vasto e poco popolato rione mwcgRipa, anche se il Testaccio aveva una sua identità da sempre e godeva di non buonissima fama, legata appunto ai traffici del porto e della sua gente: era, insomma, una specie di mwcwangiporto di fiume. Ancora nel mwda1884 in un'indagine del Comune di Roma si leggeva che Testaccio deteneva il primato nazionale del consumo di alcolici.
Il quartiere divenne tristemente noto agli onori della cronaca negli anni '80 e '90 del novecento in quanto roccaforte dei cosiddetti "Testaccini", una fazione appartenente all'organizzazione criminale mwdgBanda della Magliana.
Rione assolutamente popolare, oltre a essere luogo d'elezione dei passatempi e delle scampagnate dei romani, fu la culla dell'mwfqA.S.Roma con il suo campo di calcio.
Testaccio postmoderno
Dagli anni '60 inizia la dismissione delle grandi aree industriali e di servizi localizzate dall'inizio del '900 lungo la via Ostiense. Si cominciò nel primo dopoguerra con il sostanziale abbandono del porto fluviale (dove erano attestati mulini e magazzini della mwgaFederconsorzi), per proseguire nel 1963 con l'uscita di produzione della Centrale Montemartini, con la chiusura delle officine del gas, gradualmente sostituito dal metano tra gli anni 1960-70, con la dismissione del Mattatoio di Testaccio divenuto dal 1994 Mercato all'Ingrosso delle Carni e spostato nel nuovo impianto di mwgqviale Palmiro Togliatti, per concludere nel 2003 con l'abbandono dei vecchi Mercati generali trasformati in Centro Agroalimentare Roma e trasferiti fuori dal mwggGRA, nel comune di mwgwGuidonia Montecelio.
A partire dagli anni 1980 il territorio dell'Ostiense e dei suoi storici insediamenti produttivi sono stati prima abbandonati al degrado, poi (sia pure lentamente e faticosamente) interessati da una radicale riconversione nella destinazione d'uso: l'mwiqUniversità degli Studi Roma Tre e nuova edilizia burocratico-amministrativa si sono installate al posto di una parte dei Mercati generali, la centrale Montemartini è stata trasformata in area museale, nel mwigvecchio Mattatoio sono state aperte una sezione del mwiwMACRO e la sede del mwjadipartimento di mwjqArchitettura dell'Università degli Studi Roma Tre, mentre al monte dei Cocci ha la sua sede la mwjgScuola popolare di musica di Testaccio, e così via. Questa evoluzione ha modificato anche il contiguo rione Testaccio, che era nato storicamente come spazio residenziale per i lavoratori dell'area industriale Ostiense e quindi caratterizzato come quartiere operaio e popolare, sia sotto il profilo sociologico, sia sotto quello urbanistico. Il colpo di grazia all'assetto tradizionale del rione è stato dato dal trasferimento dello storico mercato comunale da piazza Testaccio al nuovo spazio attrezzato in fondo a via Galvani (2012). Proseguendo nella modernizzazione, le numerose fraschette, osterie e trattorie di una volta si sono trasformate ora in pub, friggitorie e ristoranti, che ne perpetuano la vocazione "divertentistica".
Stemma
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
• mwmwCimitero acattolicocite-ref-3[3], su viale del Campo Boario.
• mwoqCimitero del Commonwealthcite-ref-4[4], su viale del Campo Boario.
• mwpwEx Mattatoiocite-ref-5[5], su largo Giovanni Battista Marzi.
• mwrqCaserma dei Vigili del Fuoco Alberto De Jacobis, su via Marmorata angolo via Galvani (1928-30). 41.878401°N 12.478943°Emwsa41°52′42.24″N, 12°28′44.19″E
Progetto dell'architetto mwswVincenzo Fasolocite-ref-6[6]
Architetture religiose
• mwvwChiesa di Santa Maria Liberatrice, su piazza di Santa Maria Liberatrice.
È la chiesa del popolo testaccino. Costruita all'inizio del mwwgNovecento come parrocchia del rione che ne era ancora privo, le fu trasferito il mwwwmwxatitulus che era stato della mwxqchiesa di Santa Maria Liberatrice al Foro Romano, demolita in quegli anni. Vi fu trasferito l'altare della chiesa antica, e il mwxgmosaico della facciata ne riproduce una decorazione.
• mwyqChiesa di Santa Maria della Divina Provvidenza a Testaccio, su via Alessandro Volta.
Chiesa sconsacrata del XIX secolo (1889). Progetto dell'architetto Antonio Lenti, appartiene all'istituto religioso delle mwzaFiglie della Divina Provvidenza.
• Cappella del mwzwCimitero acattolico di Roma.
• mw0qEdicole sacre (edicole mariane):
• Piazza Testaccio angolo Via B. Bodonicite-ref-7[7],
• Via N. Zabaglia angolo Via Galvanicite-ref-8[8],
• Via Marmorata angolo Via A. Manuziocite-ref-9[9],
• Via N. Zabaglia presso il Campo Testacciocite-ref-10[10],
• Via Beniamino Franklin angolo Via Galileo Ferrariscite-ref-11[11].
Architetture scolastiche
• IPSSS Edmondo De Amicis, su via Galvani. 41.877906°N 12.477749°Emw8q41°52′40.46″N, 12°28′39.9″E
• Scuola elementare IV Novembre, su via Alessandro Volta. Edificio del XX secolo (1920-23). 41.878395°N 12.475841°Emw9q41°52′42.22″N, 12°28′33.03″E
Progetto dell'architetto mw-aAugusto Antonelli. Ospita l'Istituto Comprensivo Elsa Morante.
Siti archeologici
• mwaqiHorrea Galbana
• mwaqqPiramide Cestiacite-ref-13[13], su via Raffaele Persichetti.
• mwaqoPorta San Paolocite-ref-14[14], su piazzale Ostiense.
• mwaraPorticus Aemiliacite-ref-15[15]
• mwarySepolcro di Sulpicio Galbacite-ref-16[16], su via Giovanni Branca.
• Area archeologica del mercato di Testacciocite-ref-17[17]
Fontane
Fontana di lungotevere Testacciomwass
Fu costruita nel 1869 sotto il pontificato di mwas0Pio IX. È costituita da una muratura di laterizi ornata di mwas4lesene, mwas8volute e mwatafestoni con lo mwatestemma mwatipapale. La mwatmvasca è antecedente, risale al III secolo ed è in mwatqstile imperiale. La scritta sui festoni dice:cite-ref-18[18]
(latino)
«
Pivs IX Pont Max Emporii gradibvs / Ad Tiberim Repertis / marmorvm ex Asiae et Africae lapidicinis / ingenti copia qvae div latverat recvperata / et sacrae vrbis svae ornamento reddita / ripam hanc / in long PMM in lat PPM / XL mvro dvcto terminavit pvblicavitque / anno S.P. XXIIII
»
(italiano)
«Pio IX Pontefice Massimo, ritrovati i gradini dell'Emporio presso il Tevere, recuperata una ingente quantità di marmi dall'Asia e di pietra dall'Africa, che per lungo tempo aveva riportato alla luce e restituita come ornamento alla sua sacra città, costruito un muro lungo 2000 palmi e largo 1040 piedi, delimitò questa riva e la rese d'uso pubblico. Nell'anno XXIII del suo Pontificato»
La fontana viene detta anche "di Pio IX".cite-ref-19[19]
mwaueFontana delle Anfore
È sita al centro di piazza Testaccio.
Fontana del Boccale
È sita in via Nicola Zabaglia in un piccolo mwauyemiciclo in muratura. È stata costruita nel 1931 da mwaucRaffaele De Vico. La fontana, a forma di un mwaugboccale, è sita dentro una vasca circolare e poggiante su materiale di recupero proveniente dalla zonacite-ref-20[20] ed è realizzata in marmo vicentino rosso corallo.cite-ref-21[21]
Altro
• mwavqMonte dei coccicite-ref-22[22]
• Monumento ai caduti di Testaccio, su piazza di Santa Maria Liberatrice.
• Ex mwavsCampo Testaccio, su via Nicola Zabaglia.
Cultura
Musei
Teatri
• Teatro Petrolinicite-ref-23[23], in Via Rubattino 5
• Teatro Vittoriacite-ref-24[24], in Piazza Santa Maria Liberatrice 10
Cinema
Geografia antropica
Urbanistica
Piazza Testaccio
è il cuore del rione, fino agli anni 2010 sede del grande mercato coperto. Dal 2012 il mercato è stato trasferito nella nuova sede in via Galvani, adiacente al mwaymMACRO.
Piazza Santa Maria Liberatrice
è il cuore "sociale" del rione. Sulla piazza sorgono, infatti, la chiesa di Santa Maria Liberatrice e il teatro (oggi Teatro Vittoria); al centro c'è un ampio giardino, alberato e costantemente popolato, intitolato alla famiglia Di Consiglio, trucidata alle mwayyFosse Ardeatinecite-ref-26[26].
Odonimia
Le strade del rione sono dedicate ad esploratori, navigatori, imprenditori, armatori, ingegneri, scienziati, editori, tipografi, artisti.
Influenze culturali
• Il mercato del Testaccio ha ispirato una canzone degli mwazqInti-Illimani: mwazuEl mercado Testaccio, contenuta nell'album mwazyPalimpsesto del mwazc1981
• Testaccio è il rione in cui si svolge mwazomwazsC'è ancora domani, il film campione d'incassi di mwazwPaola Cortellesi uscito nelle sale nel 2023.
• A Testaccio si svolgono molti episodi del romanzo mwaz4La Storia.
Infrastrutture e trasporti
È raggiungibile dalla stazione
Piramide
.
Note
cite-note-11. ↑ Il testo della lapide che ribadiva l'uso pubblico recita: mwadm"Affinché nessuno possa appropriarsi dei campi del Testaccio, destinati a pascolo per uso pubblico con sacro editto del Senato e del Popolo Romano secondo gli statuti della città, posero [questa lapide] nell'anno 1720 i consoli marchese Scipione Ippolito de Rossi, marchese Cesare Sinibaldi, Pierpaolo Boccapaduli e Filippo Gentili capitano del rione".
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cite-note-2525. ↑ mwapumwapymwapcSito ufficiale del Cinema Greenwich, su mwapgmultisalagreenwichroma.com.
cite-note-2626. ↑ I Di Consiglio, piccoli commercianti di Testaccio (ambulanti e macellai) erano sei: mwapw"un ragazzo di sedici anni, quello di diciassette, di diciannove, di ventuno, il padre, il nonno", che si chiamava Mosè, ed era nato nel 1870. Si veda in Alessandro Portelli, mwap0mwap4L'ordine è già stato eseguito: Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Roma 1999, p. 159.
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